La Crimea non è «da sempre russa»
Bugia del Cremlino
La Crimea è sempre stata terra russa, e il trasferimento della Crimea all'Ucraina nel 1954 fu un «regalo di Chruščëv» privo di validità giuridica
Fatti
La Russia controllò la Crimea solo dal 1783, e prima di allora essa apparteneva al Khanato di Crimea. Il trasferimento del 1954 fu legittimo, e la Crimea è parte integrante dell'Ucraina secondo il diritto internazionale
Di cosa tratta questo mito?
Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, il Cremlino ha promosso attivamente la narrativa del «ritorno della Crimea a casa» e della «correzione di un’ingiustizia storica». Putin ha dichiarato che «la Crimea è sempre stata parte integrante della Russia» e che il trasferimento del 1954 fu un «regalo illegale di Chruščëv».
Questa narrativa è falsa dal punto di vista storico, giuridico e fattuale.
Chi viveva davvero in Crimea?
Millenni senza la Russia
La Crimea ha una storia millenaria, nella quale la Russia è comparsa solo alla fine del XVIII secolo:
- Tauri (I millennio a.C.) — popolazione autoctona, da cui il nome «Tauride»
- Greci (VI sec. a.C. — XV sec. d.C.) — fondarono Chersoneso, Panticapeo, Teodosia
- Sciti (VII–III sec. a.C.) — ebbero la capitale Neapolis Scitica
- Impero Romano (I–III sec. d.C.) — controllava la costa meridionale
- Goti (III–XVI sec.) — Principato di Teodoro
- Impero Bizantino (VI–XIII sec.) — Cherson era un importante avamposto
- Genovesi (XIII–XV sec.) — fondaci commerciali (Caffa, Soldaia)
- Khanato di Crimea (1441–1783) — Stato indipendente dei tatari di Crimea
Il Khanato di Crimea: 342 anni di statualità
Il Khanato di Crimea esistette come Stato indipendente dal 1441 al 1783 — per 342 anni. Questo è molto più a lungo di quanto la Crimea sia rimasta nella Russia/URSS (1783–1954 = 171 anni direttamente nella Russia).
I tatari di Crimea sono il popolo autoctono della Crimea, che creò:
- Un sistema statale sviluppato con il khan, il divan (consiglio) e il potere giudiziario
- Bachčisaraj — una splendida capitale con il Palazzo del Khan (conservato fino ad oggi)
- Una propria tradizione letteraria e culturale
- Relazioni diplomatiche con l’Impero Ottomano, la Confederazione Polacco-Lituana, la Moscovia
La conquista russa (1783)
L’annessione sotto Caterina II
Nel 1783 Caterina II annesse il Khanato di Crimea, violando il Trattato di Küçük Kaynarca (1774), che garantiva l’indipendenza della Crimea. Fu:
- Una conquista militare, non una «pacifica adesione»
- Accompagnata da un’emigrazione di massa dei tatari di Crimea — secondo varie stime, tra 100 e 300 mila persone abbandonarono la Crimea
- Colonizzazione: al posto dei tatari furono trasferiti russi, greci, tedeschi, bulgari
- Dal 1783 al 1917 la quota dei tatari di Crimea diminuì dall’~80% al ~25%
Pertanto, la «russicità» della Crimea è il risultato della colonizzazione e delle pulizie etniche, non di un «diritto storico».
La deportazione dei tatari di Crimea (1944)
Il 18 maggio 1944 Stalin ordinò la deportazione totale del popolo tataro di Crimea in Asia Centrale. In pochi giorni furono deportate circa 200.000 persone — l’intera popolazione tatara della Crimea. Secondo varie stime, dal 18% al 46% dei deportati morì per fame, malattie e condizioni disumane.
Dopo la deportazione:
- I nomi tatari delle località furono sostituiti con nomi russi
- Le moschee e i monumenti culturali furono distrutti
- Ai tatari di Crimea fu vietato tornare in Crimea fino al 1989
Si trattò di un genocidio del popolo autoctono finalizzato alla definitiva russificazione della Crimea.
Il trasferimento della Crimea del 1954
La legittimità del trasferimento
Il trasferimento della Crimea dalla RSFS Russa alla RSS Ucraina nel 1954 fu:
- Promosso dal Presidium del Soviet Supremo della RSFS Russa il 5 febbraio 1954 — cioè dalla Russia stessa
- Approvato dal Presidium del Soviet Supremo dell’URSS il 19 febbraio 1954
- Motivazione ufficiale — la comunanza economica e geografica della Crimea con l’Ucraina, le risorse idriche condivise (Canale della Crimea Settentrionale)
- Effettuato in conformità con la Costituzione dell’URSS dell’epoca (l’articolo 18 prevedeva la modifica dei confini delle repubbliche con il loro consenso)
Affermare che il trasferimento fu «illegale» significa mettere in discussione tutte le decisioni amministrative dell’URSS, comprese quelle che crearono gli attuali confini della Russia stessa.
Il riconoscimento da parte della Russia
La Russia ha riconosciuto tre volte la Crimea come parte dell’Ucraina:
- Accordi di Belovežskaja Pušča (1991) — la Russia riconobbe i confini dell’Ucraina, inclusa la Crimea
- Memorandum di Budapest (1994) — Russia, USA e Gran Bretagna garantirono l’integrità territoriale dell’Ucraina in cambio della rinuncia alle armi nucleari
- Trattato di amicizia, cooperazione e partenariato (1997) — la Russia riconobbe esplicitamente i confini esistenti dell’Ucraina, inclusa la Crimea
L’annessione del 2014: violazione del diritto internazionale
Il «referendum» del 16 marzo 2014 fu illegale sotto ogni punto di vista:
- Condotto sotto le canne dei fucili dei militari russi senza insegne (gli «omini verdi»)
- Non ci furono osservatori internazionali
- Le schede non prevedevano l’opzione di mantenere lo status quo
- Secondo i dati del Consiglio per i Diritti Umani presso il Presidente della FR (successivamente cancellati), l’affluenza fu solo del 30–50% e a favore dell’annessione votò il 50–60% dei presenti — cioè il sostegno reale all’annessione era circa il 15–30% della popolazione, non il 96,77% dichiarato dalla Russia
La Risoluzione 68/262 dell’Assemblea Generale dell’ONU (2014) ha confermato l’integrità territoriale dell’Ucraina e dichiarato invalido il referendum.
La Crimea in cifre
| Fatto | Dati |
|---|---|
| Anno dell’annessione russa | 1783 (solo 241 anni fa) |
| Khanato di Crimea | 1441–1783 (342 anni) |
| Nella RSS Ucraina/Ucraina | 1954–2014 (60 anni) |
| Riconoscimento russo dei confini | 1991, 1994, 1997 |
| Risoluzione ONU | 100 Paesi a favore dell’integrità dell’Ucraina |
La Crimea non è una terra «da sempre russa». È una terra che la Russia ha conquistato, colonizzato e ripulito dalla popolazione autoctona. Il diritto internazionale riconosce inequivocabilmente la Crimea come parte dell’Ucraina.
Fonti
- Plokhy S. «The City of Glory: Sevastopol in Russian Historical Mythology» (2000) — Journal of Contemporary History
- Sasse G. «The Crimea Question: Identity, Transition, and Conflict» (2007) — Harvard University Press
- Grant T. «Aggression against Ukraine: Territory, Responsibility, and International Law» (2015) — Palgrave Macmillan
- OSCE «Budapest Memorandum on Security Assurances» (1994)
- UN General Assembly «Resolution 68/262 — Territorial integrity of Ukraine» (2014)
- Fisher A. «The Crimean Tatars» (1978) — Hoover Institution Press
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