La NATO non ha 'provocato' la Russia

Periodo: Attualità Pubblicato: December 14, 2025
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Bugia del Cremlino

L'espansione della NATO verso est è la principale causa della guerra — l'Occidente ha rotto una promessa di non allargare l'Alleanza e ha provocato la reazione 'difensiva' della Russia

Fatti

La NATO non ha mai fatto una promessa giuridicamente vincolante di non espandersi. Gli stati sovrani scelgono liberamente le proprie alleanze, e la Russia non ha diritto di veto sulle scelte dei propri vicini

Map of NATO member states as of 2020
NATO member states (as of 2020) — each country joined voluntarily based on national security concerns, not due to NATO pressure Wikimedia Commons

Di cosa parla questo mito?

Uno degli argomenti più diffusi della propaganda russa e di alcuni commentatori occidentali è l’affermazione che «l’espansione della NATO verso est» sarebbe la principale causa dell’aggressione russa contro l’Ucraina. Si sostiene che l’Occidente avrebbe promesso di non espandere la NATO dopo la riunificazione tedesca, e poi avrebbe rotto questa promessa, «provocando» così la Russia.

Questo argomento è falso sia fattualmente che moralmente.

C’era una «promessa»?

Cosa venne detto realmente nel 1990

La fonte principale del mito è una frase del segretario di Stato americano James Baker durante i negoziati con Gorbaciov il 9 febbraio 1990: «neanche un centimetro verso est». Il contesto di questa conversazione è cruciale:

  1. La discussione riguardava esclusivamente il territorio della Germania dell’Est — se le truppe NATO vi sarebbero state stanziate dopo la riunificazione. Nessun altro paese era in discussione
  2. Era un sondaggio verbale in una fase iniziale dei negoziati, non una proposta ufficiale
  3. Lo stesso Gorbaciov ha riconosciuto in seguito: «Il tema dell’espansione della NATO non è mai stato discusso e non è stato sollevato in quegli anni»
  4. Il trattato finale — il Trattato «2+4» sulla riunificazione tedesca (1990) — non contiene restrizioni all’espansione della NATO oltre la Germania

Cosa dicono i ricercatori

Mark Kramer (Harvard) ha analizzato tutti i documenti d’archivio disponibili dei negoziati del 1990 ed è giunto a una conclusione inequivocabile: non fu fatta alcuna promessa giuridicamente vincolante di non espandere la NATO.

Mary Elise Sarotte (Università Johns Hopkins) ha esaminato questa questione nel maggior dettaglio nel suo libro «Not One Inch» (2021). La sua conclusione: durante i negoziati, varie idee e sondaggi furono avanzati, ma nessuno fu formalizzato come impegno.

Cosa la Russia stessa ha firmato

La Russia ha volontariamente firmato documenti che contraddicono direttamente le sue attuali affermazioni:

  • L’Atto finale di Helsinki (1975) — ogni stato ha il diritto di «appartenere o non appartenere a organizzazioni internazionali, essere o non essere parte di trattati bilaterali o multilaterali, compreso il diritto di essere o non essere parte di trattati di alleanza»
  • La Carta di Parigi (1990) — conferma il diritto di ogni stato a «scegliere liberamente e sviluppare il proprio sistema politico, sociale, economico e culturale»
  • L’Atto fondatore NATO-Russia (1997) — la Russia ha riconosciuto il diritto della NATO ad accettare nuovi membri

Perché i paesi aderiscono alla NATO

La scelta degli stati sovrani

L’espansione della NATO non è «aggressione occidentale», ma la libera scelta di stati sovrani che cercano di proteggersi da una minaccia reale. Ogni paese che ha aderito alla NATO ha attraversato:

  • Una decisione democratica — voti parlamentari e/o referendum
  • Un lungo processo di riforme — adattamento agli standard NATO
  • Approvazione unanime di tutti i membri esistenti dell’Alleanza

Nessun paese fu «trascinato» nella NATO con la forza. Al contrario — aspiravano ad aderire, spesso per decenni.

Perché aspiravano

I paesi dell’Europa centrale e orientale avevano amare esperienze storiche di dominio russo/sovietico:

  • Polonia — spartizioni del XVIII secolo, occupazione 1939–1989
  • Repubblica Ceca e Slovacchia — invasione del 1968
  • Ungheria — repressione della rivoluzione del 1956
  • Paesi baltici — occupazione 1940–1991
  • Romania, Bulgaria — decenni di controllo sovietico

Questi paesi aderirono alla NATO non perché l’Occidente li avesse «allettati», ma perché sapevano per esperienza diretta cosa minaccia i paesi che rimangono nella «sfera d’influenza» della Russia.

La prova che avevano ragione

Gli eventi del 24 febbraio 2022 hanno confermato la correttezza della decisione di aderire alla NATO:

  • Nessuno stato membro della NATO ha subito aggressione militare dalla Russia
  • L’Ucraina, che non era membro della NATO, ha subito un’invasione su larga scala
  • La Georgia, che non era membro della NATO, ha subito un’aggressione nel 2008
  • La Moldova, che non è membro della NATO, ha territorio occupato dalla Russia (Transnistria) dal 1992

L’argomento delle «sfere d’influenza»

Fallimento morale

L’argomento secondo cui la NATO «non avrebbe dovuto espandersi» significa effettivamente:

  1. Le grandi potenze hanno il diritto di controllare i propri vicini — pensiero imperiale del XIX secolo
  2. I piccoli paesi non hanno sovranità — le loro scelte sono subordinate agli interessi dei vicini più grandi
  3. La vittima è responsabile dell’attacco — «non avrebbero dovuto aderire/aspirare alla NATO»

È moralmente equivalente a incolpare una vittima di violenza domestica per aver «provocato» l’aggressore chiamando la polizia.

Fallimento giuridico

Il diritto internazionale non riconosce le «sfere d’influenza»:

  • La Carta dell’ONU (Articolo 2) garantisce la parità sovrana degli stati
  • L’Atto di Helsinki (1975) conferma il diritto degli stati a scegliere liberamente le proprie alleanze
  • Il Memorandum di Budapest (1994) — la Russia si è impegnata a rispettare i confini e la sovranità dell’Ucraina

Le vere cause della guerra

Se la NATO non è la causa, cosa lo è? Un’analisi delle stesse dichiarazioni di Putin fornisce una risposta chiara:

  • Il saggio «Sull’unità storica» (2021) — Putin ha negato l’esistenza del popolo ucraino come nazione separata
  • Il discorso del 21 febbraio 2022 — Putin ha dichiarato che «l’Ucraina non è semplicemente un paese vicino per noi. È una parte inseparabile della nostra stessa storia, cultura e spazio spirituale»
  • Le richieste di dicembre 2021 — Putin ha chiesto non solo l’arresto dell’espansione della NATO ma anche il ritiro di tutte le forze NATO dai paesi che hanno aderito dopo il 1997 — chiedendo di fatto lo smantellamento dell’Alleanza in Europa

La vera causa della guerra sono le ambizioni imperiali della Russia e la negazione della sovranità ucraina, non una «minaccia NATO».

Fonti

  1. Sarotte M.E. «Not One Inch: America, Russia, and the Making of Post–Cold War Stalemate» (2021) — Yale University Press
  2. Kramer M. «The Myth of a No-NATO-Enlargement Pledge to Russia» (2009) — The Washington Quarterly
  3. OSCE «Atto finale di Helsinki» (1975)
  4. OSCE «Carta di Parigi per una Nuova Europa» (1990)
  5. NATO-Russia «Atto fondatore sulle relazioni reciproche, la cooperazione e la sicurezza» (1997)

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